Smaltimento macerie edili: quando la “strada” del riciclo è una valida alternativa

7 marzo 2019

Ti sei mai chiesto dove vanno a finire tutti i rifiuti che derivano dalla demolizione di edifici e costruzioni e se in qualche modo è possibile riciclarli?

I rifiuti che derivano dall’attività di demolizione e costruzione sono identificati come rifiuti edili e quando arriva il momento di occuparsi del loro smaltimento è necessario conoscere gli aspetti principali della normativa di riferimento.

Non sempre infatti i rifiuti edili vengono smaltiti in apposite discariche autorizzate: in alcuni casi possono essere riutilizzati.

 

Smaltimento materiale edile:  il DM 5 Aprile 2006 n° 186

1100142-200Per la gestione dei materiali edili prodotti dalle diverse attività svolte in cantiere deve essere preso come riferimento normativo il Decreto Ministeriale del 5 aprile 2006, n. 186 ovvero il regolamento grazie al quale sono state fatte delle modifiche al Decreto Ministeriale del 5 Febbraio 1998 che si occupava della gestione semplificata dei rifiuti non pericolosi.

La normativa che regola lo smaltimento materiale edile stabilisce:

  • la quantità massima che può essere smaltita;
  • l’origine di questo materiale di scarto;
  • le caratteristiche principali dei rifiuti e le condizioni di utilizzo previste;
  • i documenti che attestano l’effettiva non pericolosità per le persone e per l’ambiente circostante del materiale edile recuperato.

Lo stesso decreto si occupa inoltre della trasformazione, del trattamento e del riciclo dei materiali edili: sarà poi il Comune di riferimento che si occuperà di verificare che lo smaltimento sia avvenuto in piena regola.
 

Rifiuti edili di costruzione e rifiuti edili di demolizione

Nel momento in cui si apre un cantiere edile la prima cosa che la ditta incaricata deve fare è comunicare al Comune di riferimento la quantità di rifiuti edili che prevede di produrre.

Il passo successivo riguarda la suddivisione dei rifiuti tenendo conto che quelli derivanti dall’attività di demolizione non sono uguali a quelli prodotti dall’attività di costruzione.

Questa distinzione è dovuta al fatto che i rifiuti edilizi che derivano dall’attività di demolizione di una struttura sono più disomogenei rispetto a quelli che derivano dalla costruzione dell’edificio: i rifiuti di demolizione infatti devono essere controllati e separati eventualmente da sostanze inquinanti e metalli.

All’interno di un cantiere si avranno dunque:

  • rifiuti non inquinanti che derivano da materiale di sgombero o sterro;
  • inerti, ovvero rifiuti che non subiscono alcuna trasformazione chimica, fisica o biologica che possa danneggiare l’ambiente;
  • rifiuti edili combustibili come legna, carta o cartone;
  • altri rifiuti.

 

Chi deve occuparsi dello Smaltimento macerie edili e come vengono classificati i rifiuti

20160825_162634Il Decreto Legislativo del 3 Aprile 2006 numero 152 identifica con chiarezza i soggetti che devono occuparsi dello smaltimento macerie edili: tale onere spetta a chi li produce.

Se hai affidato i lavori ad un’impresa di costruzioni è questa che deve occuparsi dello smaltimento dei rifiuti; diversamente se hai eseguiti tu i lavori e sei tu ad avere prodotto rifiuti edili allora l’onere spetta a te.

Affidarsi ad una ditta specializzata correttamente iscritta all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali offre la sicurezza che questa eseguirà lo smaltimento delle macerie edili in modo attento e scrupoloso, separando con attenzione le macerie edili in base alla loro origine.

PI2000 è iscritta all’Albo Nazionale delle Imprese che si occupano della gestione e dello smaltimento dei rifiuti pericolosi e non: più precisamente la nostra impresa è iscritta alla Cat. 5 classe F per trasporto rifiuti pericolosi, alla Cat. 9 classe D per bonifica siti inquinati e alla Cat.10/A classe D bonifica materiali contenenti amianto a matrice friabile compatta.
 

Classificazione dei materiali edili

Oltre alla precedente classificazione dei rifiuti edili tra rifiuti di costruzione e rifiuti di demolizione, i prodotti di scarto di un cantiere sono classificati anche in base alla normativa europea in vigore dal 2015 che associa ad ogni rifiuto in generale un codice CER.

Tutti i rifiuti prodotti da un cantiere edile sono identificati con il codice CER 17 che racchiude: rifiuti delle operazioni di costruzione, rifiuti delle operazioni di demolizione e materiali di scarto come cemento, mattoni e ceramiche.

Ogni codice CER identifica una tipologia di rifiuti e allo stesso tempo permette alla ditta di individuare con precisione il processo di smaltimento da seguire per tutelare le persone e l’ambiente.

Identificare correttamente i rifiuti è importante anche ai fini della compilazione del Formulario di Identificazione dei Rifiuti che, nel caso dei rifiuti edili, è previsto solo per volumi di macerie superiori ai 30 kg al giorno.

In questo documento devono essere specificati:

  1. l’origine delle materie;
  2. il tipo di rifiuti;
  3. la quantità;
  4. il tragitto che verrà seguito durante il trasporto;
  5. l’impianto di smaltimento a cui i rifiuti sono destinati.

Un Formulario correttamente compilato facilita la tracciabilità dei rifiuti, attualmente gestita tramite SISTRI che il Ministero dell’Ambiente ha istituito per garantire maggiore tutela all’ambiente.
 

Smaltimento materiale edile: quando si deve percorrere la strada del riciclo

Come accennato all’inizio di questo articolo, in alcuni casi i rifiuti edili non vengono portati in discarica e smaltiti ma riutilizzati.

La politica del riutilizzo e del riciclo assume particolare importanza anche a fronte dell’elevata quantità di risorse naturali che vengono utilizzate dal settore delle costruzioni.

Potrebbero essere riciclati gli elementi in calcestruzzo prodotti in fase in demolizione per realizzare i sottofondi stradali oppure per produrre nuovo calcestruzzo.

Il Decreto Ministeriale 186 del 2006 ha introdotto delle modifiche al precedente decreto che si occupava di individuare quale rifiuti non pericolosi potessero essere recuperati.

La normativa definisce con precisione la quantità di materiale che può essere recuperata e riciclata, l’origine dei rifiuti riciclabili e le loro caratteristiche e l’iter che deve essere rispettati per trasformare gli scarti in nuove risorse.

Ai fini del recupero dei materiali edili terre e rocce dovranno essere separati dai rifiuti inerti, dai materiali combustibili e da tutti gli altri rifiuti che non si riescono ad identificare.

Solo applicando una logica di demolizione selettiva il risultato finale sarà di qualità, efficiente ed i costi associati all’intero processo, sia di smaltimento che di recupero, potranno essere ottimizzati.

La fase finale del recupero dei materiali edili consiste in una serie di trattamenti diversi in base alla loro natura ed origine al fine di renderli adatti ad essere riciclati e riutilizzati.